Il professor Andrea Bernetti, esperto in Medicina fisica e riabilitativa presso l’Università del Salento, ha recentemente condiviso importanti riflessioni riguardo l’ansia da prestazione in vista del Festival di Sanremo 2026. Secondo il professore, i cantanti non devono solo affrontare la pressione psicologica, ma anche i segnali fisici che possono manifestarsi durante le esibizioni. La raucedine e la difficoltà nel controllare le note alte rappresentano chiari indicatori di stress vocale.
Il festival e le sue sfide
Il Festival, che si svolgerà dal 6 al 10 febbraio 2026, è noto per la sua intensità e per l’impatto che ha sugli artisti coinvolti. Bernetti descrive l’evento come un vero e proprio “stress-test” sia biologico che psicologico, paragonabile a quello di un atleta professionista. In un’intervista rilasciata all’Adnkronos Salute, il professore ha spiegato che la partecipazione al festival richiede una preparazione meticolosa, poiché il carico di lavoro è significativo e può influire sulla salute fisica e mentale dei partecipanti.
Le conseguenze fisiche dell’ansia
Bernetti ha messo in evidenza come l’ansia da prestazione non si limiti a un problema di natura psicologica. Essa provoca una contrazione involontaria dei muscoli della laringee, alterando così la biomeccanica del tratto vocale. Questo porta gli artisti a sforzarsi per ottenere il volume desiderato, innescando un circolo vizioso di affaticamento e potenziale danno tissutale. La secrezione prolungata di cortisolo, l’ormone dello stress, può avere effetti deleteri sul sistema immunitario, aumentando la vulnerabilità a infezioni virali o batteriche, specialmente durante i cinque giorni del festival.
Bernetti sottolinea che la frizione meccanica a cui sono sottoposte le corde vocali in condizioni di stanchezza può portare a gonfiori o, nei casi più gravi, a lesioni come noduli o polipi. La raucedine e la difficoltà a mantenere il controllo sulle note alte sono segnali di allerta da non sottovalutare.
Strategie di prevenzione e cura
Il professore mette in evidenza l’importanza di un approccio integrato per affrontare le sorprese vocali. La postura, ad esempio, gioca un ruolo cruciale nella salute vocale. Bernetti spiega che una colonna vertebrale ben allineata consente alla laringee di muoversi senza restrizioni, mentre una postura scorretta può compromettere la qualità della voce.
Per mantenere una buona salute vocale, è essenziale prestare attenzione all’idratazione. Non basta bere acqua prima di cantare; è fondamentale idratarsi costantemente durante l’intera giornata. In alcuni casi, l’uso di vaporizzazioni o inalazioni di soluzioni saline può rivelarsi utile per mantenere l’umidità delle mucose.
Bernetti consiglia agli artisti di adottare una routine rigorosa che combini dieta, esercizio fisico e igiene vocale, iniziando diversi mesi prima dell’evento. Il Festival di Sanremo richiede una preparazione che va oltre il semplice talento musicale, e il successo sul palco dell’Ariston dipende da un equilibrio tra diversi aspetti, tra cui la salute fisica e mentale.
Il supporto di un’équipe multidisciplinare
Affrontare il Festival di Sanremo richiede un impegno collettivo. Bernetti sottolinea che la prevenzione delle problematiche fisiche deve essere un percorso condiviso, che coinvolge diverse figure professionali. La preparazione non si limita a cantare bene una sola sera, ma implica la capacità di mantenere la qualità vocale durante tutta la durata della manifestazione.
Il professor Bernetti conclude affermando che per gli artisti, il festival rappresenta una sfida unica, dove la resilienza psicologica, la stabilità posturale e l’igiene alimentare sono altrettanto importanti quanto la preparazione musicale. Con l’approccio giusto, i partecipanti possono affrontare con successo le difficoltà che il palcoscenico dell’Ariston presenta.
