Tariffe sanitarie nazionali: Uap annuncia conferenza stampa il 9 settembre sul decreto annullato e sull’istruttoria incerta

L’UAP annuncia una conferenza stampa il 9 settembre 2026 per denunciare le criticità del nuovo decreto sulle tariffe della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica.

ROMA – Il 9 settembre 2026, alle 11, presso il CEOforLIFE Clubhouse di Roma, l’UAP, Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata, organizzerà una conferenza stampa nazionale dedicata alla nuova versione del decreto sulle tariffe della specialistica ambulatoriale e dell’assistenza protesica. L’anticipazione dell’evento sottolinea che non si tratterà di una semplice presentazione tecnica, ma di una vera e propria denuncia pubblica.

Il decreto annullato e le criticità persistenti

Il decreto emesso il 25 novembre 2024 è stato annullato dal TAR del Lazio a causa di gravi carenze nell’istruttoria e nel metodo adottato. Il nuovo provvedimento, che si proponeva di risolvere queste problematiche, non ha ancora dimostrato di aver superato le criticità emerse. L’UAP esprime preoccupazione riguardo al lavoro tecnico e istruttorio che ha portato alla definizione delle nuove tariffe. È fondamentale notare che il problema non riguarda solo le strutture private accreditate, ma coinvolge anche il Servizio Sanitario Nazionale, che comprende sia strutture pubbliche che private. Quando un cittadino riceve una prestazione dal SSN in una struttura accreditata, tale prestazione è regolata e remunerata dal sistema pubblico. Attualmente, il privato accreditato assorbe circa il 17% della spesa del SSN, pur garantendo circa il 28% dei ricoveri, oltre metà della lungodegenza e quasi quattro quinti della riabilitazione.

Le conseguenze della chiusura estiva dei laboratori privati

L’importanza delle strutture private accreditate emerge chiaramente da quanto accaduto a Messina, dove la chiusura estiva dei laboratori privati ha costretto i pazienti a rivolgersi ai laboratori degli ospedali pubblici, causando lunghe attese e disagi. La questione è semplice: se diminuisce l’offerta del privato accreditato, la domanda sanitaria non scompare, ma si sposta sul pubblico. Questo spostamento rende cruciale il tema delle tariffe. Se una prestazione ha un costo di 7 euro ma viene valorizzata solo 5 euro, la differenza rimane nel bilancio dell’azienda sanitaria, generando squilibri e sottraendo risorse a personale, tecnologie e servizi. La situazione è particolarmente critica nelle Regioni soggette a piano di rientro, dove le possibilità di compensare le tariffe insufficienti sono limitate.

Le conseguenze sul privato accreditato

Nel settore privato accreditato, l’impatto è ancora più diretto. Se la tariffa pubblica non copre i costi della prestazione, le strutture sono costrette a ridurre le attività, rinviare investimenti, intervenire sul personale o addirittura sospendere servizi. In casi estremi, alcune strutture possono chiudere, costringendo i pazienti a tornare al pubblico. L’UAP contesta anche un aspetto cruciale del nuovo metodo: per diverse branche sono stati utilizzati costi aggregati riferiti a gruppi di prestazioni. Tuttavia, sapere che un gruppo di esami è economicamente equilibrato non garantisce che ogni singolo esame sia adeguatamente remunerato. Un esame in perdita può essere compensato da un altro con una migliore remunerazione, ma questo non risolve il problema.

Richieste di trasparenza e dati concreti

La Presidente dell’UAP, Mariastella Giorlandino, esprime la necessità di comprendere quanto costi realmente ogni prestazione, come siano state determinate le relative tariffe, quali criteri siano stati adottati dagli uffici tecnici competenti e come siano state utilizzate le risorse pubbliche disponibili. Dopo la pronuncia del TAR, non è più accettabile chiedere agli operatori di avere fiducia senza dati concreti. Il 9 settembre, l’UAP presenterà dati, criticità e proposte riguardanti il nuovo tariffario. Giorlandino conclude manifestando fiducia nel Ministro della Salute, Orazio Schillaci, sottolineando l’importanza di garantire criteri trasparenti e tariffe realmente aderenti ai costi delle singole prestazioni, per evitare il ripetersi di errori già commessi in passato.

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