Al congresso nazionale della Società Italiana di Neurochirurgia, tenutosi a Catania il 25 settembre 2026, si è discusso ampiamente dei tumori della base cranica, con un focus particolare su meningiomi, adenomi ipofisari e craniofaringiomi. Questo evento, che celebra il 75° anniversario della società, ha visto la partecipazione di esperti del settore, tra cui il professor Antonio Santoro, figura di spicco nel campo della neurochirurgia.
Nuove tecniche chirurgiche
Durante il suo intervento, il professor Santoro, che ricopre il ruolo di primario dell’Unità operativa complessa di Neurochirurgia presso il Policlinico Umberto I di Roma e insegna all’Università degli Studi di Roma La Sapienza, ha sottolineato l’importanza delle recenti innovazioni nel trattamento di questi tumori. Ha affermato: “I tumori della base cranica sono molto vari e sono rappresentati principalmente da meningiomi, adenomi ipofisari e craniofaringiomi. Negli ultimi anni, nell’ambito della neurochirurgia, abbiamo assistito all’introduzione di nuove tecniche e tecnologie che hanno facilitato notevolmente la rimozione di questi tumori.”
Queste nuove metodologie hanno reso più sicure e meno invasive le operazioni, aumentando le possibilità di successo e riducendo i tempi di recupero per i pazienti. L’adozione di tecnologie avanzate ha permesso ai chirurghi di affrontare casi complessi con maggiore efficacia.
Evoluzione della chirurgia cerebrovascolare
Un altro tema centrale del congresso è stato l’evoluzione della chirurgia cerebrovascolare. Santoro ha evidenziato come l’introduzione di tecniche endovascolari, sviluppate principalmente dai neuroradiologi, ma anche da neurochirurghi specializzati nel trattamento endovascolare, abbia segnato un passo avanti significativo. “Con queste nuove metodologie abbiamo ottenuto risultati significativi, con una riduzione dell’incidenza delle complicanze”, ha spiegato il professor Santoro, evidenziando i progressi nella sicurezza e nell’efficacia delle procedure chirurgiche.
La chirurgia endovascolare ha permesso di affrontare patologie cerebrali in modo meno invasivo, migliorando notevolmente le prospettive di recupero per i pazienti. Questi sviluppi sono stati accolti con entusiasmo dai professionisti del settore, che vedono in queste tecniche un futuro promettente per il trattamento delle malattie neurologiche.
Il congresso ha rappresentato un’importante occasione di aggiornamento e confronto tra esperti, con l’obiettivo di migliorare continuamente le pratiche cliniche e garantire ai pazienti le migliori cure disponibili. La condivisione delle esperienze e delle conoscenze è fondamentale per il progresso della neurochirurgia in Italia e nel mondo.
