Autunno e fame: Fnomceo, nessun aumento automatico dell’appetito

Autunno e fame, Fnomceo chiarisce: non c’è aumento automatico dell’appetito, mentre luce, serotonina, grelina e leptina richiedono prove maggiori.
Autunno e fame: Fnomceo, nessun aumento automatico dell’appetito Autunno e fame: Fnomceo, nessun aumento automatico dell’appetito

Con l’autunno e le giornate più corte molte persone riferiscono di provare fame maggiore e una maggiore voglia di cibi più ricchi di grassi e zuccheri. Ma secondo gli esperti della Fnomceo gli studi disponibili non indicano un meccanismo unico e automatico che faccia aumentare l’appetito in modo uguale per tutti.

La piattaforma anti-bufale della Federazione, “Dottore ma è vero che…?”, sottolinea la differenza tra percezione soggettiva e dati misurati: molte ricerche non misurano quanto le persone si sentano affamate, bensì l’apporto energetico, cioè energia introdotta con alimenti e bevande. Per questo le conclusioni sugli effetti stagionali risultano non uniformi.

Luci, serotonina e ormoni: possibili effetti ma non automatici

Quando diminuiscono le ore di luce, il possibile ruolo dei sistemi biologici passa anche attraverso la serotonina, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione dell’appetito e della sazietà. Alcuni studi hanno osservato cambiamenti nel funzionamento del sistema serotoninergico rispetto all’estate, ma questo non dimostra che la riduzione della luce provochi automaticamente un aumento della fame.

Tra i fattori citati dagli esperti rientrano anche umore, qualità e durata del sonno, attività fisica e abitudini quotidiane. Inoltre, la temperatura può incidere sull’alimentazione: in studi di esposizione al freddo sono stati osservati cambiamenti negli ormoni che regolano l’appetito, con possibili aumenti della grelina e riduzioni della leptina, associata alla sazietà. Tuttavia, i risultati derivano soprattutto da condizioni sperimentali e non sono sufficienti a dimostrare l’effetto nel “normale” passaggio autunnale.

Termogenesi, peso e scelte alimentari

Gli esperti ricordano che, dopo un pasto, il corpo consuma energia per digerire e assorbire i nutrienti e produce calore: si parla di termogenesi indotta dalla dieta. In una dieta regolare, però, questa quota è stimata intorno al 10% del dispendio energetico quotidiano, quindi non sarebbe sufficiente per proteggere dal freddo a lungo termine.

Per quanto riguarda il peso, il cambio di stagione non determinerebbe automaticamente un aumento dell’appetito o un rischio automatico di aumento di peso. Può però favorirli in presenza di una riduzione dell’attività, ad esempio quando le giornate si accorciano e il tempo piovoso spinge verso una maggiore sedentarietà. Gli specialisti suggeriscono anche di variare l’alimentazione scegliendo prodotti di stagione, consumando alimenti locali e non processati.

Infine, la Fnomceo richiama l’attenzione contro le cosiddette “diete stagionali” che diventano virali sui social: secondo gli esperti attribuiscono poteri miracolosi a un singolo cibo o promettono effetti detox dopo l’estate, mentre un’alimentazione varia ed equilibrata non richiede questi approcci.

Fonte originale: Con l’autunno cambiano le abitudine a tavola, ecco perché aumenta la fame

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