Esmo 2026 a Madrid diventa il palcoscenico con cui l’Aiom ribadisce il ruolo dell’Italia nella ricerca oncologica internazionale. All’apertura del congresso della Società europea di oncologia medica, il presidente dell’Associazione italiana di oncologia medica, Massimo Di Maio, ha indicato l’Italia come terzo Paese al mondo per numero di abstract presentati e accettati, dopo Stati Uniti e Cina.
Di Maio ha espresso soddisfazione per il risultato, collegandolo alla dimensione internazionale dell’evento. Esmo 2026, in corso a Madrid, mette in campo un confronto pensato per favorire collaborazione scientifica: l’appuntamento conta circa 40mila partecipanti e oltre 4mila contributi scientifici presentati.
Ricerca al centro: Italia tra i protagonisti
Il presidente dell’Aiom ha sottolineato che, nonostante le difficoltà che la ricerca affronta quotidianamente in Italia, la comunità oncologica produce risultati e li condivide a livello internazionale. “Non siamo qui soltanto da spettatori, ma da protagonisti”, ha evidenziato Di Maio, collegando la partecipazione al congresso alla vitalità del lavoro scientifico.
Nel quadro dell’evento, il dato sugli abstract conferma, secondo quanto riferito, il posizionamento dell’Italia nel panorama mondiale. A fare la differenza, nelle sue parole, è la capacità di presentare e far accettare contributi scientifici in un contesto come Esmo 2026, collocato a Madrid e aperto al confronto tra aree e realtà differenti.
Accesso alle nuove terapie: dai congressi alla pratica
Tra i temi principali di Esmo 2026 c’è anche il tema dell’accesso alle nuove terapie. Di Maio ha osservato che spesso si dà per scontato che i risultati positivi presentati ai congressi si traducano rapidamente nella disponibilità dei farmaci per i pazienti, mentre in molte aree del mondo alcune innovazioni restano confinate alle pubblicazioni e non arrivano alla pratica clinica.
In Italia, secondo quanto indicato, nonostante i tempi necessari per valutazioni e per le procedure di negoziazione dei prezzi, i pazienti avrebbero potuto accedere a una quota molto elevata delle nuove terapie approvate. Il percorso viene descritto come un equilibrio da costruire tra innovazione e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale, chiamato a garantire le cure a tutti.
Di Maio ha aggiunto che i nuovi trattamenti possono avere costi elevati e che va quindi trovato un bilanciamento tra accesso all’innovazione e sostenibilità del sistema pubblico. La questione, per lui, non riguarda solo l’Italia: anche in Europa, pur definita complessivamente una realtà privilegiata, l’accesso alle cure non sarebbe uguale in tutti i Paesi.
Fonte originale: Esmo 2026, Di Maio (Aiom): “Italia protagonista della ricerca oncologica internazionale”
