Sanità, Marino di Unindustria avverte: “Tariffe inadeguate minacciano il Ssn”

Luca Marino avverte sulle nuove tariffe della specialistica ambulatoriale, che minacciano l’equilibrio economico delle strutture e la qualità dei servizi del Servizio Sanitario Nazionale.

Il 8 settembre 2026, Luca Marino, vicepresidente della sezione Sanità di Unindustria, ha lanciato un allerta riguardo alle conseguenze negative delle nuove tariffe della specialistica ambulatoriale. In una nota, Marino ha evidenziato come queste tariffe non solo influiscano sull’equilibrio economico delle strutture accreditate, ma compromettano anche la loro capacità di attrarre e mantenere professionisti qualificati. Secondo Marino, una remunerazione inadeguata potrebbe ridurre la qualità dei servizi offerti dal Servizio Sanitario Nazionale, aggravando ulteriormente le liste d’attesa.

Dichiarazioni alla vigilia della conferenza

Marino ha rilasciato queste dichiarazioni alla vigilia della conferenza nazionale dell’Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata (Uap), dedicata al nuovo sistema tariffario. La situazione attuale è stata ulteriormente complicata dall’annullamento del precedente decreto da parte del Tar, il quale ha portato il Ministero della Salute a intraprendere una nuova rilevazione dei costi. Tuttavia, persistono dubbi sulla rappresentatività dei dati raccolti e sulla capacità di ricostruire con precisione il costo delle singole prestazioni.

Il caso della medicina di laboratorio

Unindustria ha portato alla luce il caso della medicina di laboratorio, dove il rapporto tra costi e ricavi è stimato al 99,7%. Marino ha sottolineato che sebbene questo dato possa suggerire un equilibrio complessivo, non garantisce che ogni prestazione sia adeguatamente remunerata. Alcuni servizi potrebbero avere costi effettivi superiori a quelli riconosciuti dalle tariffe. Un esempio significativo proviene dal Friuli Venezia Giulia, dove è stata effettuata un’analisi dettagliata dei costi di 89 prestazioni di diagnostica per immagini e riabilitazione. Il confronto tra questi valori e la bozza tariffaria nazionale per il 2026, elaborata da Uap, ha rivelato tariffe regionali superiori in 77 casi su 89.

Prestazioni critiche e professionisti qualificati

Marino ha messo in evidenza come questa situazione sia particolarmente critica per le prestazioni che richiedono un’elevata componente professionale, come le visite specialistiche e le ecografie. Ha posto l’accento sulla difficoltà di garantire una remunerazione adeguata a medici con venti o trent’anni di esperienza, considerando le tariffe attuali. Il rischio, ha affermato, è che i professionisti più qualificati possano spostarsi verso il settore privato, impoverendo l’offerta del Servizio Sanitario Nazionale.

Impatto sulle liste d’attesa

Inoltre, Marino ha sottolineato che la questione delle tariffe incide direttamente sulle liste d’attesa. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) ha previsto un investimento di 2 miliardi di euro per le Case della comunità, ma una nuova struttura fisica non basta a ridurre i tempi di attesa. Esiste già una rete di strutture private accreditate che potrebbe essere utilizzata in modo più efficace dal Servizio Sanitario Nazionale, ma è necessario un migliore utilizzo delle risorse disponibili.

Necessità di tariffe corrette

Marino ha concluso esprimendo la necessità di non richiedere tariffe più alte, ma tariffe corrette, basate sui costi reali e capaci di riconoscere il valore del lavoro professionale. Senza strutture sostenibili e professionisti di qualità, la capacità del Servizio Sanitario Nazionale di rispondere ai bisogni dei cittadini sarà compromessa.

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