Prevedere la risposta alla terapia già al momento della diagnosi resta una sfida aperta in oncologia. Andrea Laghi, direttore del dipartimento di Diagnostica per immagini dell’Irccs Istituto clinico Humanitas e professore ordinario di Radiologia alla Humanitas University, ha spiegato che la ricerca sta lavorando su algoritmi di intelligenza artificiale applicati a milioni di immagini di pazienti oncologici.
Laghi ne ha parlato oggi a Milano, durante il 52° Congresso Sirm (Società italiana di radiologia medica e interventistica), in programma fino all’8 novembre. L’obiettivo dei grandi consorzi internazionali impegnati in questo ambito è stimare, fin dalla diagnosi, l’evoluzione del tumore e la possibile risposta alla specifica opzione terapeutica. Secondo il radiologo, però, la ricerca non dispone ancora di strumenti definitivi per questo scopo.
I benefici nella diagnostica per immagini
L’intelligenza artificiale è già integrata in diversi sistemi utilizzati nella diagnostica per immagini. Negli esami radiografici può contribuire a centrare meglio il paziente e a mantenere uno standard qualitativo riproducibile. Nella risonanza magnetica, invece, i sistemi consentono di ridurre i tempi di acquisizione, con un miglioramento del comfort per chi deve restare all’interno dell’apparecchiatura.
Un altro effetto riguarda la tomografia computerizzata (Tc). Negli esami che utilizzano radiazioni, ha riferito Laghi, la dose si è ridotta anche del 60% rispetto alle procedure del passato. Il risultato è particolarmente rilevante per i pazienti oncologici sottoposti a esami Tc ripetuti per monitorare la terapia.
La decisione resta al radiologo
Questi strumenti possono aiutare a ridurre gli errori diagnostici, per esempio quando il radiologo è affaticato, ma non possono sostituire il suo giudizio. Laghi ha sottolineato che i sistemi di intelligenza artificiale sono probabilistici: possono raggiungere un’alta probabilità di successo, ma non sono infallibili.
Per questo, secondo il professore, è necessario mantenere uno spirito critico e mettere in discussione anche le indicazioni fornite dall’algoritmo. La guida e la responsabilità della valutazione devono rimanere affidate all’uomo.
Fonte originale: Tumori, Laghi (Humanitas): “Sfida del radiologo è prevedere risposta a terapia”
